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         Gli Artisti dell'Accademia Cube Art

 

 

 Gianluca Moretto

  

Gianluca Moretto...nato a Bassano del Grappa..sente sin da piccolo 
l'esigenza di trasferire nei colori la sua anima..diplomato presso 
l'istituto tecnico e.Fermi..si adopera in diverse tecniche 
pittoriche..autodidatta ..sente l'esigenza di plasmare su tela i suoi 
sentimenti..sopratutto verso il mondo femminile  a lui cosi distante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antonio Saponara

Il mio cuore è la tela su cui ho dipinto il tuo volto,

il mio corpo ne è la cornice.

Intingendo le setole nella luce indelebile

che sono gli occhi tuoi

lasciai che il desiderio d'amore cingesse i miei polsi

e guidasse il mio gesto .

E, quando stanco e confuso

sopisco adesso l'affanno

tu sola sei la custode

del sogno solitario che dentro serbo.

Il mio sonno è da te invaso

e ti scruto come vano desiderio...

Dove la speranza di sentirmi finalmente unito

se non in te...

 

                        Claudia Costa                                   


 

CLAUDIA COSTA,

LA PASSIONE PER LA FOTOGRAFIA

 ED IL MEDITERRANEO IN BIANCO/NERO
Claudia Costa, 21 anni, nasce a Milazzo, nel cuore del Mediterraneo culla di Cultura, di immagini, suoni e sapori millenari. Tutto questo si condensa però in un approccio alla fotografia ed alla cura dell’immagine proiettata sia verso il Futuro sia con salde radici in un Passato che consente di guardare con Sapienza al Mondo che muta ogni attimo, ogni giorno, un Mondo che sempre cambia nello Spazio/Tempo dove siamo di solo passaggio, oltretutto fugacemente. La Costa scopre la fotografia a soli 17 anni, durante un viaggio a Londra, quindi in una città molto amata dai giovani e che folgora anche lei stessa, nella sua multietnicità e nella fatasmagorìa dei diversi modi di guardare le cose del mondo. Uno degli argomenti più affascinanti della Capitale londinese è appunto il suo essere un aggiornato caleidoscopio sul melting pot culturale che ne costituisce la sua più intima essenza. In tal proposito lei afferma: “La mia passione nasce inizialmente dalla necessità di mettere in stand by degli istanti carichi di emozioni cosi da poter prolungare le sensazioni che derivavano da essi e di poterle condividere con chi non era presente”. Il che sarebbe lo spirito stesso della reportagistica e dell’Arte fotografica (perché di Arte si tratta, in taluni casi). E proprio su questo specifico punto di vista, la Costa riferisce: “Ho trascorso un anno accostandomi a tutti i tipi di fotografia sino a quando non sono partita per l'ennesimo viaggio, questa volta in Spagna, qui ho conosciuto durante una mostra temporanea le opere di Sebastião Salgado che mi hanno colpito molto ed hanno influito molto sulla mia visione della fotografia”. Si capisce anche perché: uno dei tratti che più colpiscono delle Foto (con la “F” maiuscola) di Salgado è proprio la capacità di perforare da parte dello sguardo dei personaggi ritratti, spesso i reietti del Mondo, i paria, una specie di citazione ai derelitti alla Dickens, di fatto i nuovi schiavi del commercio internazionale, i poveri assoluti (e non relativi), tenuti ai margini della ricchezza alla quale magari contribuiscono in termini di accumulo espropriativo. Questo senso di denuncia di Salgado, intimamente legato alla ricerca estetica del bianco/nero, ha conquistato tutti gli estimatori della Fotografia nell’intero Pianeta ed ha conquistato anche Claudia Costa che, dal momento in cui lo ha conosciuto guardando la bellezza della sua ricerca fotografica, perfettamente stampata su carte semi gloss o perlate oggi ormai poco usate, vista la tendenza tutta commerciale (e poco attenta all’Arte) che vede il declino definitivo del bianco nero a favore del colore ultra/digitalizzato, si è sentita spinta ad avventurarsi nella Fotografia in Bianco/Nero. Ma si sa, gli Artisti vanno quasi sempre controcorrente. E Claudia possiede entrambi - l’estro artistico e la passione fotografica- in gran copia. E questo spiega anche la sua propensione allo spirito di accusa verso chi potrebbe decidere e non lo fa oppure lo fa con scarsa attenzione ai temi sostanziali del nostro tempo, la Società e l’Ambiente: “Ho realizzato diversi reportage sulle diversità sociali e culturali ed altri di denuncia sul degrado e sulle discriminazioni che avvengono sia in terre straniere che nella nostra”. Claudia Costa studia progettazione grafica da due anni all’Accademia di Belle Arti di Catania, ha esposto le sue foto e le sue istallazioni durante due diverse manifestazioni di protesta per atti di vandalismo nei confronti delle opere d'arte. Ed in seguito ha partecipato ad eventi ed a manifestazioni culturali sui diversi tipi di arte, sia quelli che vengono riconosciuti, sia quelli che vengono ancora oggi etichettati come puro vandalismo come ad esempio i murales e la Sauth. Art. Più recentemente ha pianificato, disegnato e cooperato alla realizzazione del “Progetto CuBe” un complesso di idee ed esibizioni variamente artistiche, basato sulla condivisione dell'arte, alla quale ha anche partecipato esponendo alcune foto (per ulteriori informazioni (http://www.siciliaorientale.com/it/eventi/progetto-cube) . La passione per la Fotografia nei suoi molteplici aspetti, ha portato la Costa ad intendere la rappresentazione visuale come un mezzo, ha cominciato a guardare alle cose come lo si può fare attraverso il mezzo fotografico, cioé come “una lente d'ingrandimento sul mondo”. Le due foto che qui presentiamo mettono a confronto la festa di Sant’Agata, che si svolge a Catania dal 3 al 5 febbraio ed il 17 agosto e la Festa delle Mercé che si svolge a Barcellona dal 22 al 24 settembre. La prima si svolge quindi nella Sicilia Orientale, la seconda nella Spagna Orientale, entrambe le zone geografiche quindi volgono lì dove il Sole nasce, ad Oriente. Ed entrambe si svolgono in un contesto mediterraneo che rimanda a radici comuni profondamente legate ai culti cristiani e cattolici delle popolazioni che lo abitano. Claudia Costa, seguendo l’ascendere del Sole riconnette i due culti e li accomuna nella sua ricerca fotografica. Ne fuoriesce quindi un primo esempio di identificazione fotografica delle bellezze artistiche ma anche degli eventi di natura sociale che aprono una finestra sul modo di convivere le speranze, le aspirazioni, le società così come gli stessi aspetti mistici che si diffondono nel Mare di Cultura e Sapere che ancor oggi è il Mediterraneo.
       Articolo di Francesco Tortora

pubblicato anche su http://www.culturalnews.it/dettaglio.asp?id=9409

 

 

  Nunzio Gringeri

 

 

 Antonino Rizzo

Il suo stile artistico è in continua sperimentazione e predilige quali modelli di riferimento alcune delle avanguardie artistiche del Novecento, come l’espressionismo astratto americano e la Pop Art. Ciò che gli piace, e in cui riesce meglio, è utilizzare, confrontare e provare tecniche e materiali differenti (anche contemporaneamente). Cerca di non limitarsi a fare pittura o decorazione, ma di integrare nei propri lavori tutte le conoscenze e i procedimenti tipici di altre arti (fotografia, scultura, ecc.). In particolare sfrutta spesso le tecniche del collage e del decollage (rifacendosi in parte a Mimmo Rotella) come base per i suoi lavori pittorici, che vogliono richiamare l’arte materica, il dripping di Jackson Pollock, lo stile di Emilio Vedova e di Mario Schifano, gli effetti grafici della Pop Art,.

 

Antonino Busa

Antonino Busà nasce a Messina il 31 ottobre 1989.

Fin da piccolo dimostra spiccato senso pratico e un’innata attitudine all’osservazione degli aspetti più curiosi della realtà che lo circondano.

 Questa curiosità, sempre più marcata e varia con il progredire negli studi, diventa ben presto qualcosa più di uno scopo e di un traguardo: è pulsione e costante ricerca del nuovo. È durante la breve quanto timida parentesi del biennio liceale, scientifico e per conseguenza d’impostazione e metodo rigorosi, che si fa strada in lui l’amore per l’astratto, per il non-composto,

l’inorganico: il disegno geometrico diventa ai suoi occhi propensione alle immagini, la letteratura un’evasione dall’ordinario,

la scienza naturale un’altra e riscoperta forma di linguaggio.

L’approdo, nel settembre 2005, all’Istituto d’Arte “Ernesto Basile” di Messina segna la svolta decisiva per la formazione dell’artista.

 Materia di studio e interessi dello studente si trovano finalmente a compenetrarsi in una armonia tangibile: dal reciproco completamento ne diviene maturazione di temi e forme della pittura, dall’applicazione pratica degli studi ne diviene abilità, dalla costanza dello studente cresce la capacità dell’artista 

Sotto la guida del Prof. Demetrio Scopelliti la scienza visiva e l’osservazione viva del reale affinano la concezione pittorica dell’artista, e l’ampiezza nella visione del quotidiano fortifica la percezione dell’indefinito, del sovrapposto, del “ disutile necessario”.

È dell’anno scolastico 2007/08 il felice conseguimento del diploma in Decorazione Pittorica.

Negli ultimi mesi del 2007 il rapporto con l’Arte si fa più intenso e, passando da privato a pubblico, anche più diretto. È di quest’anno il premio 1° Classificato all’estemporanea “La  zona falcata vista dalla passeggiata” organizzata dall’Associazione ONLUS di Messina.

 È ancora della fine del 2007 il premio 1 Classificato alla 23° Extemporanea di pittura di Camporotondo Etneo organizzata dalla “Proloco di Camporotondo Etneo”. 

Nel maggio 2008, sempre sotto la scrupolosa guida del Prof. Scopelliti, ha inizio la collaborazione e la partecipazione a diverse mostre ed eventi culturali della città di Messina. È d’inizio mese la  partecipazione alla mostra collettiva “1° Rassegna Mostra d’Arte” organizzata dall’Associazione Culturale “Cube Art”.

Ancora nei primi mesi del 2008 si segnalano la partecipazione alla mostra collettiva “Il ritratto da Antonello da Messina a Schiele e Bacon” presso la Galleria d’Arte “Orientale Sicula” (Messina) e il premio 1° classificato alla extemporanea “ARTEINCENTRO 2008” organizzata dall’associazione culturale “Messina Web”. 

È tuttavia nel corso del periodo seconda metà 2008-prima metà 2009 che esperienza di vita ed esperienza professionale dell’artista si incontrano nel comune terreno della piena realizzazione.

L’occasione è data dalla frequentazione, tuttora in corso di svolgimento, dei corsi universitari presso l’Accademia delle Belle Arti di Venezia: ai rudimenti del mestiere si innesta senza traumi la cultura accademia più elevata nel settore, e il respiro dell’Arte, non più costretta entro i rigidi confini regionali, diventa internazionale.

La prosecuzione dei rapporti con la terra d’origine porta ancora a importanti partecipazioni a carattere regionale e provinciale.

Sono della prima metà 2009 la partecipazione alla mostra collettiva “Arte in Corso” presso il Palazzo delle Bandiere-Palazzo Zanca  e la partecipazione alla mostra collettiva “Festa dell’Arte” organizzata dall’associazione culturale “Cube Art” entrambe svoltesi a Messina.

All’attuale frequentazione accademica si deve invece la partecipazione alla mostra collettiva “Nuove Figure 3” organizzata dall’Accademia delle Belle Arti di Venezia, con un particolare apprezzamento di critica. 

Esperienza fondante maturata nel contesto veneziano è stato il contributo offerto in sede di allestimento all’opera dell’artista Tomas Saraceno, in occasione della Biennale ospitata come di consueto dal capoluogo veneto.

L’intesa con il Saraceno ha portato alla richiesta da parte di quest’ultimo di un’ulteriore collaborazione in ambito ancora una volta internazionale, in concomitanza con la 53° Esposizione Internazionale d’Arte “Making Worlds”.

Primo concreto frutto di questa preziosa collaborazione è stato la realizzazione di un Workshop allestitivo appositamente immaginato per la presentazione dell’opera del Saraceno all’Esposizione “Making Worlds”.

 

A coronamento della rapida ascesa che la tecnica di Antonino Busà sta copiosamente dimostrando, peraltro supportata dai riscontri favorevoli della critica, si deve la momentanea permanenza, che sarà compiuta nell’arco di un trimestre (agosto-ottobre), in Germania, a Francoforte, presso l’Atelier Frankfurt, a stretto contatto con Saraceno e numerosi altri artisti di fama internazionale.

 

Sono davvero molti a tutt’oggi i “modelli casuali” occorsi all’artista per l’espressione del suo talento pittorico, fotografico ed iconografico in genere: uomini e donne, ragazzi e ragazze della provenienza più varia, talvolta, come in occasione del celeberrimo Carnevale veneziano, persino turisti, italiani e stranieri, e “gente della strada”.

In numerose opere di Antonino Busà compare il suo equivalente dell’Uomo Contemporaneo: è sotto il colore, lì dove appena s’intravede, oltre se stesso e ancora vivo.

Ma questa sarebbe già un’altra storia: la storia dell’Arte Universale di cui confidiamo Antonino Busà potrà essere un testimone innovativo e sempre presente.

Articolo di Luca Militello 

 

Beccari Fabrizio Nestori

Nasce il 1964 a Torino, ha studiato sia presso il Liceo Classico sia presso il Liceo Scientifico dove consegue la Maturità a pieni voti. Studia anche Informatica e Scienze Naturali (in entrambi i casi presso la Facoltà Universitaria di Torino). Per nove anni è stato proprietario e gestore della Libreria Archeoteca (Libreria Archeologica Torinese) a Torino, nei pressi del Museo Egizio. E’ uno scrittore incline nel prediligere temi inconsueti e fantastici (letteratura onirica, giallo comico, fantascienza) ma con uno spirito poliedrico che gli consente di toccare quasi tutti i generi letterari, poesia compresa. Ha al suo attivo più di seicento racconti e numerosi romanzi mai pubblicati. Una delle sue opere (una commedia) è attualmente in lizza per il premio “Teatrando” della Regione Piemonte.

Collabora con alcune testate giornalistiche per le quali opera sia come grafico sia come scrittore e per un certo tempo ha tenuto un “Corso di Scrittura Creativa” secondo un metodo di sua ideazione.

 

Antonio Amato

 Antonio Amato nasce circa 26 anni fa a Milazzo, e questo cambierà la sua vita per sempre.                      

  E’ meno banale di quanto sembri per chi, come lui, affonda radici e non le tradisce.

 Se non fosse nato in quell’abbraccio di mare, non si sarebbe portato dentro la sua naturaleinquietudine; se non fosse nato in quella terra, non ne avrebbe ereditato il calore e la dolcezza. tutto nelle sue foto: gli scogli e le maree, la misura e la dismisura, l’orgoglio e la passione. Lui è fatto di sorrisi illuminanti e tristezza che vela gli occhi, di entusiasmo e curiosità.  Antonio ama viaggiare ma non porta se stesso in giro per il mondo, lascia che sia questo ad entrargli dentro e lasciare traccia.   E’ fatto di immagini: di luci calde e dettagli sorprendenti, di vertigini e simmetrie, di ombre e profili, di atmosfere sospese.                                        

Applica alla realtà un filtro e regala la sua visione del mondo: i suoi scatti sono compendio e dimostrazione di questa magia rara. Inizia a fotografare in analogico, a sperimentare macchine diverse, ad amare gli scatti meditati e il sottile piacere della carta lucida: un amore che non svanirà.           

        Poi la sua esperienza si arricchisce e alla pellicola si affianca il fascino del digitale. Una nuova macchina fotografica, nuove prospettive, nuove potenzialità: cambiano i tempi ma non i modi.                                 

 Antonio fotografa con intensità e leggerezza, ed è la sua migliore virtù. L’intensità di chi scatta con la mente, prima che con gli occhi; la leggerezza di chi scatta perché non può fare altrimenti.

Le sue foto sono visibili qui: http://www.flickr.com/photos/antonionemoamato/

Recensione di Giada Divisato

 

Maurizio Pandolfo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Federica Fornaio





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gioacchino Loporchio

 

Giovanni Longo

Giovanni Longo (Locri RC, 1985), è un giovane e promettente scultore,
gia conosciuto sul territorio calabrese per i suoi scheletri fragili,
assemblaggi in legno in scala 1:1, dove con una semplicità disarmante
riesce a racchiudere concetti universali.
La precarietà che l’artista vuole esprimere è leggibile nell’origine
dei materiali che utilizza, la terracotta e il legno di recupero,
materiali “poveri”, resti, ma che l’artista vuole offrire al fruitore
come dono terreno, la terracotta utilizzata per dar vita a figure
   lottatrici e in ribellione mentale intente a scrollarsi di dosso la ruggine,     

 il legno per concretizzare  la libertà ultraterrena.
Malgrado la sua giovane età, Longo è da anni impegnato sul campo,
partecipa a mostre e ad eventi culturali talvolta con azioni a
sorpresa e interventi urbani non previsti (es. Sopravvivere alterAzioni).
Con le sue opere vuole pungere l’osservatore attraverso il suo modo di concepire la quotidianità.


 

            

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