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RUBRICA FOTOGRAFICA

a cura di Costa Claudia

 

 

    Cos' è la fotografia?

la fotografia è qualunque immagine ottenuta utilizzando la capacità della luce di impressionare un supporto fotosensibile (pellicola, carta, CCD o altro), anche elaborando successivamente l’immagine con metodi tradizionali o con tecnologie digitali.

Ma con ciò ci siamo limitati semplicemente a dare una definizione scientifica…non soddisfacente per l’argomento che stiamo trattando.

Quando venne scoperta, la fotografia fu accusata da alcuni artisti di essere uno strumento di rappresentazione preciso, ma esteriore, uno specchio fedele ma meccanico della realtà e per questo poco accettata sotto il punto di vista artistico.

Ben presto si riconobbe però che anche la fotografia, visione di un occhio tra mille occhi è interpretazione e quindi, come ogni forma di rappresentazione artistica, espressione.

 Il fotografo è portato sempre a tradurre ciò che vede, anche quando il suo intento è solo quello di renderne testimonianza.

 Ogni fotografia rappresenta un punto di vista, un’interpretazione della realtà: il punto di vista di chi l’ha scattata in quel determinato momento e in quel determinato luogo.

 

SANDY SKOGLUND

        

Sandy Skoglund nata a Quincy, nel Massachusetts, cinquantatre anni fa, lavora e vive a New York, allestisce gran parte delle sue composizioni psichedeliche, destinate poi a divenire opera fotografica, sempre nello stesso cantone del suo loft.

Dove nel corso degli anni hanno trovato dimora, pur se fuori dall’ordinario modelle ricoperte di caramelle multicolori, la dove si possono trovare volpi fameliche, rosso fuoco, aggirarsi tra i tavoli di un ristorante di classe, dove camerieri imperterriti continuano a ricevere le ordinazioni tra pietanze e arredi tutti dipinti in un grigio fumo di Londra.

Oppure dove ci si può svegliare in una stanza da letto verde smeraldo oramai trasformata in perfetto habitat per pesci rossi, in cui gli animali nuotano liberi tra cassettoni, comodini e letti a due piazze.

Tutti costruiti in resine sintetiche.
Sandy Skoglund, realizza personalmente, con l’aiuto di qualche assistente, tutti gli oggetti che appaiono nelle sue fotografie.

Si avvale dell’aiuto di qualche gipsoteca per fabbricare gli stampi, ma solo dopo aver disegnato, in seguito a un lavoro di documentazione, ogni figura presente in scena.
 

  LE OPERE …

Per quanto l’artista consideri parimenti opere sia la scultura che la stampa fotografica, in rari casi gli allestimenti restano in piedi. A volte i calchi di animali sono riutilizzati per installazioni temporanee in esterno, come nel caso dei gatti verdi, protagonisti dell'opera Radioactive Cats del 1980, che traslocati successivamente a Parigi trovarono posto nel 1993 nelle strade del nuovo quartiere della Defence (Cats in Paris, opera ora nella collezione del Man di Nuoro). Altre volte le composizioni girano a lungo: The Green House, la scultura dei cani lilla, tra il 1990 e il 1993 è stata ospitata, dopo essere nata in quella porzione di studio, da una quindicina tra gallerie private newyorkesi, musei e università statunitensi, tra cui il Madison Art Center del Wisconsin e il Tampa Museum of Art in Florida. Bracchi e terrier dimorarono persino sulla spiaggia, ridipinti in tinta sabbia, adagiati al modo dei leoni marini, in Dogs on the Beach.

IL CIBO …

Il cibo è tra i temi preferiti di Sandy Skoglund

Che alla fine degli anni Settanta comincia ad usare come mezzo per creare un linguaggio condiviso.

L’artista sostiene che “tutti devono mangiare”.

Lo scopo principale è quello di creare un legame tra lo spettatore e l'opera.

Osservando il mondo del cibo la Skoglund si rendo conto che in questo campo  l'intervento umano costituisce un ampio fenomeno culturale.

La manipolazione del cibo in termini di forma, colore, gusto eccetera ha raggiunto risultati altamente innaturali.

Nelle culture occidentali la circolazione dei prodotti anche su lunghe distanze ha incrementato l'uso di coloranti artificiali per simulare la freschezza della verdura o della frutta appena raccolta.

Con la fotografia commerciale la verità del cibo viene sacrificata davanti all'apparenza di lucidi superfici che danno l'impressione di qualcosa di succoso. Nel mondo contemporaneo, pieno di opzioni, la freschezza diventa una qualità da ricostruire.”

GLI ANIMALI …

 

Altro tema che intriga in particolare l’artista è quello degli animali.

Essi stanno ad indicare il rapporto tra l’uomo e il suo contesto naturale, e diventano simbolo della nostra non onnipotenza nell’universo: lo sguardo vigile e attento degli animali ci ricorda che non siamo i padroni della terra e che non posiamo usarla a nostro piacimento.
Così animali, persone, oggetti e ambienti interni si mescolando fantasticamente creando una vera e propria visione del mondo attuale, con le sue radici e i suoi richiami metafisici.

Una visione del mondo estremamente lucida che ci insegna a non rimanere spettatori passivi del mondo contemporaneo, ma che trasmette voglia di ricostruire attraverso scomposizioni, ricomposizioni e esaltazioni affettive ciò che c’è dentro di noi e ciò che ci circonda.

Senza permettere a nulla di creare oppressione.

LA TECNICA …

 

Sandy Skoglund, una tra le più importanti esponenti della stage photography, progetta quella che sarà l’immagine ipercolorata finale con estrema perizia di dettagli nella disposizione del set.

Si tratta di spazi aperti o chiusi per lo più monocromi in cui si stagliano soggetti identici, apparentemente prodotti in serie, che emergono dallo sfondo per un contrasto cromatico audace.
la tecnica usata dall’artista è quella di ricavare le immagini da una stampa a colori di negativi in bianco e nero, esaltando i salti cromatici offerti dalle reali fotografie, per mettere in luce alcuni dei dettagli presenti nel suo mondo.

 Le sagome delle figure scelte vengono successivamente tagliate dall’artista e accostate come in un collage.

Per amalgamare il tutto e ottenere l’effetto finale l’opera viene rifotografata in un secondo momento, dando vita ad un’immagine unitaria e sistematica

La Skoglund non riproduce la realtà a partire da una sua ricostruzione, bensì rappresenta la finzione a partire dalla realtà.
 


 

 

 

 

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